SISTEMA CARSICO – GROTTA BUCO DEL PIOMBO


Il Buco del Piombo costituisce senza alcun dubbio l’elemento di maggior attrattività dell’intero territorio della Riserva Valle Bova.
Si tratta di una grande grotta naturale, posta al centro della Riserva a circa 700 metri sul livello del mare, scavata nella roccia calcarea, detta Maiolica, di epoca Mesozoica.
L’ingresso, alto 45 metri, largo 38 m. e profondo 40 m, è molto imponente ed è in parte occupato da antichi detriti che hanno parzialmente nascosto l’originaria forma della galleria.
Per accedere è necessario percorrere una scalinata di circa 200 gradini scavati direttamente nella roccia.

L’interno della grotta presenta un ambiente molto suggestivo, formato da cunicoli creati dall’azione corrosiva delle acque che ancora oggi vi scolano: si possono vedere le caratteristiche stalattiti e stalagmiti, oltre che diversi esemplari di fauna e di flora che si sviluppano grazie a particolari ecosistemi che si creano in questi ambienti.

Il nome “Buco del Piombo” deriva probabilmente dal colore grigiastro della patina che si forma nel tempo sulla roccia Maiolica.

La grotta è stata spesso meta di visite anche da parte di personaggi famosi:  la regina Margherita (che ci venne ben due volte, l’ultima nel 1878), il Viceré Ranieri d’Austria (1819) e ancor prima il Viceré Beauharnais (1808).
Un’ultima curiosità è legata ad un importante ritrovamento, chiamato il “Banco degli Orsi”: all’interno della grotta sono state infatti rinvenute numerose ossa dell’Ursus spelaeus, enorme mammifero (alto oltre 4 metri) che si è estinto circa 18/20.000 anni fa durante l’ultima avanzata glaciale. All’interno del Buco del Piombo sono state ritrovate anche importanti tracce umane come utensili, manufatti litici, vasi che risalgono fino all’epoca paleolitica. Molti di questi oggetti sono oggi conservati all’interno del Museo Civico di Erba
La visita alla grotta, nella prima scala d’accesso, è di grande interesse per gruppi, escursionisti e singoli turisti.
La visita completa è riservata, invece, agli esperti speleologi, dotati dell’attrezzatura necessaria.

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